Formazione AI: il punto di ingresso, non il programma di conformità

Un corso insegna a fare una cosa. Un obbligo chiede di dimostrare che tutta l’organizzazione sa farla. Sono due acquisti diversi, e questa pagina vende il primo.

I tre corsi qui sotto servono a chi vuole lavorare meglio con l’intelligenza artificiale: scrivere prompt che funzionano, standardizzare l’uso dell’AI in un team, capire cosa impone l’AI Act. Sono il punto di ingresso più economico all’offerta di AI by Design.

Non sono un programma di conformità. La differenza è spiegata in fondo alla pagina, prima che tu spenda male un budget.


Prompt Engineering: ottenere dall’AI risposte che non vanno riscritte

Per chi. Manager e professionisti che usano modelli generativi ogni giorno e ottengono output mediocri. Chi lavora in marketing, vendite, operations e customer service.

Cosa impari

  • Struttura di un prompt efficace e come influenzare concretamente l’output.
  • Tecniche di refinement per ottenere risposte pertinenti invece che plausibili.
  • Few-shot e Chain of Thought per aumentare la precisione.
  • ReAct e schemi iterativi per interazioni complesse.
  • Gestione del contesto e adattamento del linguaggio ai diversi contesti aziendali.
  • Applicazione al business: email, report, lead generation, customer support, automazione documentale.

Modalità. Esercizi hands on su prompt reali, casi studio aziendali, errori comuni e come evitarli.


Framework AI Gen: smettere di reinventare lo stesso prompt in dodici reparti

Per chi. Chi ha già esperienza di prompting e ha capito che il problema non è più la singola richiesta, ma la mancanza di uno standard.

Cosa impari

  • I venti framework principali del prompting, e quando usare APE, ROLE, PALM e gli altri pattern.
  • Come strutturare prompt scalabili e riutilizzabili fra persone diverse.
  • Creazione di librerie di prompt per team e reparti.
  • Workflow AI applicati a reportistica, analisi dati e supporto alle decisioni.
  • Adattamento dei framework a modelli diversi, e prompting per chatbot e automazione documentale.

Modalità. Esercizi pratici, casi studio, template operativi da portare in azienda il giorno dopo.


AI Act: capire quali obblighi riguardano già la tua azienda

Per chi. CEO, IT manager, compliance officer, PMI e startup che sviluppano o utilizzano sistemi di AI.

Cosa impari

  • Struttura della normativa e obblighi distinti per sviluppatori, fornitori e utilizzatori.
  • Classificazione dei sistemi AI: rischio minimo, limitato, alto, inaccettabile.
  • Requisiti per i sistemi ad alto rischio: trasparenza, audit, accountability.
  • Come si esegue un check-up di conformità sui propri sistemi.
  • Il raccordo fra AI Act, ISO/IEC 42001, GDPR e Data Act.
  • Cosa è consentito e cosa no nell’uso dell’AI per marketing, lead generation e automazione.

Modalità. Simulazioni pratiche, checklist di conformità, framework ISO/IEC 42001 per la gestione dell’AI in azienda.


Dove questi corsi non arrivano, e conviene saperlo prima

Nessuno dei tre corsi soddisfa da solo l’obbligo di alfabetizzazione previsto dall’art. 4 del Regolamento UE 2024/1689, applicabile dal 2 febbraio 2025.

La ragione non è la qualità del contenuto. È la struttura di quello che l’obbligo richiede.

  • Copertura, non partecipazione. L’obbligo riguarda il personale in ruoli rilevanti, dipendenti e collaboratori esterni compresi: consulenti, freelance, agenzie, somministrati, tirocinanti. Un’edizione con dodici iscritti volontari copre dodici persone.
  • Evidenza, non contenuto. Serve un registro nominativo della partecipazione, con test iniziale e finale. Un attestato di frequenza non dimostra il livello raggiunto.
  • Proporzionalità al ruolo. La competenza richiesta a chi approva un sistema di scoring è diversa da quella richiesta a chi scrive testi. Un corso a catalogo è per definizione uguale per tutti.
  • Continuità. L’obbligo non si esaurisce con un’edizione: richiede un piano di aggiornamento nel tempo.

Chi deve dimostrare la conformità compra un’altra cosa: un programma di alfabetizzazione costruito sull’organizzazione, con percorsi differenziati per ruolo, registro individuale e piano annuale. È il servizio 3 dell’area advisory.


Come si sceglie

Se l’obiettivo è lavorare meglio, parti da un corso. Se l’obiettivo è poter rispondere a un auditor, a un cliente in fase di qualifica fornitori o al collegio sindacale, il corso da solo non basta e conviene non scoprirlo dopo.

Nel dubbio, trenta minuti di videochiamata chiariscono in quale dei due casi ti trovi.